L’ISTRUZIONE È LA DIFFERENZA

L’EMERGENZA EDUCATIVA NEL NOSTRO PAESE

 

L’abbandono scolastico è una piaga. In Italia, considerato un Paese economicamente sviluppato, 1 giovane su 6 non ha conseguito un diploma.

Eppure l’istruzione superiore rappresenta il livello di formazione indispensabile per avere maggiori possibilità di trovare un lavoro e favorire un continuo apprendimento in ambito lavorativo, nonché una più consapevole e attiva partecipazione alla vita sociale. La partecipazione dei giovani italiani alla vita sociale risulta infatti inferiore alla media europea. Ad oggi in Italia la quota dei NEET (Not in Education, Employment or Training) è nettamente superiore alla media dell’Ue. L’incremento dei NEET riguarda tutte le aree del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, dove la condizione dei giovani che non lavorano e non studiano è di 1 su 3 in rapporto a un centro-nord in cui i giovani che non lavorano e non studiano è di 1 su 5.

 

L’istruzione in Italia

 

In Italia la quota di giovani che ha interrotto precocemente gli studi è pari al 15,0% (17,7% uomini e 12,2% donne).

 

La scelta di non proseguire gli studi, spesso indice di un disagio sociale che si concentra nelle aree meno sviluppate, non è assente neanche nelle regioni più prospere, dove la possibilità di lavorare può essere un’attrazione sui giovani che li distoglie dal compimento del loro percorso formativo.

La partecipazione dei giovani al sistema formativo cresce ma rimane consistente il divario rispetto ai paesi Ue.

 

L'istruzione superiore rappresenta il livello di formazione indispensabile per avere maggiori possibilità di trovare un lavoro e facilitare un continuo apprendimento in ambito lavorativo, nonché una più consapevole e attiva partecipazione alla vita sociale. La partecipazione dei giovani italiani risulta inferiore alla media europea: il divario rimane consistente nella fascia 20-24 anni e leggermente più contenuto nella fascia 15-24. La distanza dalla media è di -7 punti percentuali.

Giovani che non lavorano e non studiano.


In Italia la quota dei NEET (Not in Education, Employment or Training) è nettamente superiore alla media dell’Ue. L’incremento dei NEET riguarda diffusamente tutte le aree del Paese. In particolare nel Mezzogiorno, dove la condizione di è di gran lunga prevalente, l’incidenza del fenomeno raggiunge il livello più alto, pari al 35,3%.
In questo gruppo di giovani un prolungato allontanamento dal mercato del lavoro e dal sistema formativo comporta il rischio di una maggiore difficoltà di reinserimento.

Scuola e nuovi media.


La maggior parte delle scuole sono fornite di personal computer e di laboratori informatici: 88,9% primarie e 94,6% secondarie.
Il 77,2% delle scuole ha un sito web nel quale raccogliere le informazioni relative alle attività scolastiche ed extrascolastiche ma l’assenza di collegamento ad Internet consente solo al 26% delle scuole di sviluppare un blog dell’istituto scolastico e al 13,1% un forum di discussione su tematiche che interessano gli studenti.
L’81,5% delle scuole ha una LIM (lavagna interattiva multimediale), mentre ne è sprovvisto solo il 14,4%.
L’84,5% di scuole è sprovvisto di tablet e il 30,7% edita il classico giornalino in forma cartacea, contro il 57,9% che non lo ha.
A scapito della funzione fondamentale che potrebbe essere svolta dall’impiego delle tecnologie associato ad un percorso guidato dagli insegnanti che ne esplichino le potenzialità e le modalità di utilizzo, solo il 33,2% delle scuole organizza dei corsi per consentire un uso consapevole di Internet, mentre il 55,3% delle scuole non si attiva in tal senso.

Le «scuol@2.0» all’altezza delle sfide digitali mondiali.


Le «scuol@2.0» all’altezza delle sfide digitali mondiali sono in Italia 38 su 8.519.
Le scuole sperimentali dei due progetti «cl@ssi 2.0» e «scuol@2.0» sono ambitissime ma sono rare: nel 2012-13 erano 416 le cl@ssi 2.0, dotate di minicomputer per tutti gli alunni per interagire con la lezione in tempo reale, mentre erano solo 14 le scuol@2.0, completamente digitalizzate. Da allora un lieve incremento si è registrato, ma i numeri sono questi: 38 scuole su 8.519.

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